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Commenti sui mercati

Commenti sui Mercati - 14 Feb 08  

Bears, tassi di interesse e Oro

Nel corso dei mesi passati abbiamo tenuto d'occhio la performance complessiva del FTSE 100 e ipotizzato una spiegazione dell'alto livello di volatilita'. Come abbiamo dimostrato la settimana scorsa, il mercato ha continuato ad oscillare al di sotto dei livelli piu' bassi precedentemente toccati nell' Agosto 2007.

Tuttavia in diverse occasioni l'indice ha tentato di sfondare questa barriera chiave. Ha tentato ma ha fallito, un chiaro risultato della continua battaglia tra Bears e Bulls.

A questo punto l'interpretazione dei segnali in evidenza conferma che siamo alle fasi iniziali di un mercato Bear. Tuttavia cogliamo segni incoraggianti da alcuni indicatori tecnici che suggeriscono che il mercato sia 'oversold' a seguito della caduta, in Gennaio, dell'indice leader SP500 nell'area 1200. Infatti la portata della perdita offre una buona spiegazione della fase attuale di consolidamento, seppure con volatilita'.



Ora, cosa significa tutto cio' ? Secondo i libri di testo di analisi tecnica: il recente ribasso di prezzo, chiaramente sotto il punto piu' basso di Agosto, soddisfa i criteri di Charles Dow nel definire un trend Bear in atto. Cio' puo' significare ulteriori ribassi di prezzo nel breve termine. Come gia' accennato la settimana scorsa, il mercato e' chiaramente diviso: con il settore delle materie prime e risorse che continua il trend Bull e quello finanziario, particolarmente quello bancario, che e' decisamente in territorio Bear. 

Coerentemente alla nostra preferenza per il settore materie prime e speciale attenzione per le azioni legate all' Oro, Fat Prophets vuole proteggere i propri membri dagli effetti negativi derivati da investimenti nel settore finanziario. In considerazione anche dei persistenti segnali Bear dati dall' analisi dei grafici Fat Prophets rinnova il suo consiglio di mantenere questa strategia di preferenza.

Con la chiara indicazione di un'altro declino dei prezzi del Mercato, ci chiediamo dove potremmo posizionare il prossimo livello di supporto per il FTSE 100. Come mostrato nel grafico sotto riportato: il punto piu' basso raggiunto nel Giugno 2007 a 5507 e' da considarsi il prossimo obiettivo.

Il tono generale della stagione dei risultati di Corporazioni di portata mondiale, ora in corso, sara' l'elemento determinante nel decidere se il mercato scendera' al di sotto di questo livello di supporto. Le indicazioni iniziali sulla qualita' dei risultati, a parte il settore materie prime e risorse, non sono positive.



L' altro elemento e' che i risultati di bilancio di tali Coorporazione, in pubblicazione nei prossimi mesi, rappresentano i redditi fino al 31 Dicembre e gia' molti investitori riconoscono che il 2008 portera' serie sfide.
 
La questione cruciale riguarda piu' le aspettative di dimensione dei profitti che la presenza dei profitti di per se'. Fat Prophets si aspetta che il consenso degli analisti sulle le previsioni di livello di profitto si posizionera' su cifre piu' basse, una volta che la corrente stagione di annunci di risultati sia ultimata.

Non c'e' niente di meglio che un ciclo di mercato Bear per concentrare l'attenzione degli investitori sul valore reale dei titoli (fundamentals) e il loro rapporto con prezzo corrente in termini di PE ( prezzo del titolo / profitti netti ). E al proposito vogliamo far presente che di solito, azioni con un alto PE comportano un livello di rischio piu' alto.

Per esemplificare le reazione dei mercati a situazioni di alto PE possiamo citare il produttore di chip elettronici ed ex star del settore di tecnologia avanzata ARM Holdings. La scorsa settimana ARM H. informo' il mercato che la crescita dei ricavi sarebbe stata di circa il 6 %, ovvero piu' o meno la stessa percentuale del 2007; cio' quando l'aspettativa media del mercato era di circa del 15%. Qual'e' la conseguenza di questa discrepanza? Gli investitori si sono diretti verso la porta di uscita e il prezzo del titolo scese del 20%.

Vogliamo ricordare agli investitori che le vere opportunita' di acquisto non hanno ancora raggiunto un livello di sconto interessante. Ieri il titolo Bradford and Bingley e' crollato del 23 % dopo aver rivelato una serie di risultati di bilancio annuali veramente deludenti; infatti il livello delle perdite dovuto a svalutazione di immobili in complessi strumenti finanziari e' nell'ordine di £120 milioni.

La lezione e' chiara. Sebbene ci sia un ritorno di valore nel mercato, Fat Prophets non ritiene, che al presente, ci sia necessita' di precipitarsi alla ricercare di opportunita' di acquisto. Se la tendenza bear diventera' piu' marcata, molti titoli, gia economici, diverranno ancor piu' convenienti.

Raccomandiamo quindi di aumentare la propria posizione liquida ed attendere opportunita' migliori.

Tassi di interesse
Noi di Fat Prophets crediamo che la ragione principale per la tendenza Bear del mercato sia dovuta al dilemma che la Bank of England deve affrontare nel agire sul tasso di interesse per stimolare l'economia.

La scorsa settimana la Bank of England ha applicato una riduzione di 0.25 punti portando il tasso di interesse a 5.25. Tuttavia l'ottimismo dell'investitore in future riduzioni potrebbe essere deluso. L'inflazione e' gia' oltre l'obbiettivo dichiarato del 2% e aumenti dei costi delle derrate alimentari ed energia comporta aspettative ancora piu' alte.

Infatti Marvyn King (governatore della Bank of England) ci ha ricordato che probabilamente l'inflazione aumentera' ad un livello tale da costringerlo a scrivere un'altra lettera di giustificazione al Chancellor (Ministro del tesoro) per il mancato contenimento del tasso. L'uso di termini cosi forti, di fronte ad una situazione di rallentamento economico mondiale, e' chiaramente un riconoscimento che la Bank of England non riesce a controllare la curva di crescita dell'inflazione e quindi deve tentare di recuperare il terreno perso. Fat Prophets e' convinta che l'economia Inglese soffra di un livello di inflazione piu' alto di quello suggerito dai 'dati ufficiali'. L'inflazione al dettaglio si aggira attorno al 4.1%; cio', a nostro parere, rende piu' pressante la necessita' di evitare ulteriori riduzioni del tasso di interesse.

La funzione delle Banche Centrali e' di contenere spinte inflazionistiche; per usare un vecchio cliché' e' un po' come tenere un 'genio nella bottiglia'. Conseguentemente non ci aspettiamo che la Bank of England corra il rischio di togliere il tappo. La Bank of England dichiara che il contenimento dell'inflazione e' una priorita' rispetto al compito di evitare un severo declino economico.

Cio' detto, riteniamo che le probabilita' di una serie di tagli del tasso di interesse siano limitate. Al massimo, presumendo ulteriori segni di rallentamento economico, il tasso potra' essere ridotto di 0.50 punti. Persino questo modesto taglio potra' presentare notevoli rischi per quanto riguarda le prospettive inflazionistiche.

Questo scenario e' chiaramente ( o lo dovrebbe essere ) gia previsto e scontato in anticipo dai mercati di borsa. Il mercato e' consapevole che la Banca Centrale non sara' il "principe azzurro" che corre in soccorso di una economia stagnante. Da cio' traiamo la nostra conclusione che gli investitori accorti debbano essere molto selettivi nella scelta dei settori in cui investire.

E riferendoci a settori, vogliamo segnalare:

Oro
L'oro ha recuperato fortemente nel corso delle settimane scorse e si e' di nuovo avvicinato alle punte piu' alte raggiunte nel recente passato. Nel contesto di turbolenza dei mercati, le azioni legate all'oro sono state considerate, come da tradizione, un investimento rifugio. Mentre siamo di opinione Bear nei confronti del mercato in generale, giudichiamo che l'oro abbia possibilita' Bull. Percio' continiuamo a consigliare di mantenere posizioni nel settore di metalli preziosi.

I fundamentals per l'Oro si confermano Bull anche perche' sia la Bank of England che la European Central Bank, come gia' accennato, hanno abbandonato l'atteggiamento di rigoroso sostegno dei tassi di interesse. La burrasca del settore finanziario si sta trasferendo al mercato del 'mattone'; inoltre, da notizie e aneddoti correnti, si deduce che anche il settore bancario Europeo non sia in buona salute.

Sebbene non prevediamo una serie prolungata di tagli del tasso di interesse non ne postuliamo un aumento. 'Status quo' e' la scelta piu' probabile per l'Inghilterra e l'Europa. Cio' in contrasto ad una politica aggressiva dei tagli di tasso da parte del Fed Reserve Americana. Questa politica potra' provocare una situazione in cui i ritorni da interesse REALI di investimenti puramente finanziari - al netto della crescente inflazione - continuino a diminuire e questo rafforzare il contesto Bull per il prezzo dell'Oro.

Ulteriore supporto a questa ipotesi deriva dai commenti recentemente pronunciati dai protagonisti dei meeting G7 (le sette piu grandi ecomomie occidentali ), dove si e' proposto che il IMF (International Monetary Fund) venda parte delle sue riserve in Oro. Questo atteggiamento puo' indicare due cose: i Ministri del tesoro e il IMF non hanno una idea chiara del ruolo dell' Oro in economia oppure, ne hanno una idea chiara, ma non vogliono provocare un aumento nel prezzo dell' Oro, perche' cio' segnalerebbe che la crisi finanziaria stia diventando veramente seria.

L'istituto IMF e' comunque un anacronismo. L' IMF fu creato dopo la seconda guerra mondiale per mantenere un equilibrio tra le diverse economie; in realta', nel corso degli ultimi anni, questa organizzazione ha assisto allo sviluppo del maggior squilibrio economico mai verificatosi. Nel passato l'IMF era spesso pronta a 'predicare' sulla necessita' di adottare misure di austerita' per le economie emergenti, il cui bilancio di commercio andava 'fuori binario'. Nonostante cio' nessun programma e' stato elaborato per risolvere i notevoli squilibri createsi tra le economie gia' sviluppate. L'organizzazione IMF ha raggiunto la sua data di "consumare entro".



Vogliamo far notare che non e' la prima volta che l'IMF abbia proposto la vendita delle riserve d'Oro e, a Fat Prophets crediamo, che non sara' neppure l'ultima. Una cosa e' certa in ogni caso, questa svendita non servira' ad arrestare la costante avanzata del prezzo dell' Oro. Come traspare dal grafico mostrato qui sopra, si evidenza una solida area di supporto e' emersa tra $ 885 e $ 850, limitando il rischio di ribasso. Con il trend ascendente ancora intatto, appare probabile, nelle prossime settimane, un superamento del livello record di Febbraio, a $ 936.32. Oltre a quel livello, il prossimo obbiettivo previsto dalla nostra analisi tecnica, e' $ 1000.



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